Quando non dimenticare nuoce gravemente alla salute

Ieri ti ho scritto “come stai?”

Ma ho tralasciato un pezzo, perche in realta avrei voluto chiederti come stai senza di me?
Come stai dal giorno che ci siamo lasciati a vivere senza me accanto e senza esserti mai voltato indietro. Come fai? Perche io me lo chiedo ogni singolo giorno, e ogni singolo giorno mi chiedo “come faccio io?”.
Ma non voglio farlo vedere, quindi, ad ogni modo, ho voglia di sentirti. quindi, dicevamo “come stai?”

Mi hai risposto “bene,grazie”.
Che stupida.
Come potevo anche solo pensare di ottenere una risposta diversa. Avrei voluto vedermi scritto “mi manchi, abbiamo fatto una cazzata a lasciar scivolare via cosi la nostra storia. Anche io era un po’ di tempo che volevo scriverti, ma visto che l’hai fatto tu, ne approfitto per chiederti ti va se ci vediamo?”
E invece mi hai risposto, semplicemente, “bene, grazie”.
Quattro anni, riassunti così.
Perchè ti ho scritto? Cosa mi aspettavo? Volevo dimostrare a me stessa qualcosa?
Si, che ancora oggi, a distanza di mesi, non è cambiato un bel niente.
“Anche io non me la passo male. Grazie.
Cos’altro avrei dovuto dire?
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Vietato dimenticare?

Spiegami per quale motivo devo continuare ad avere bisogno di averti nei miei pensieri.

 

Spiegami

Perche, se tu mi hai dimenticato, io non posso.
Spiegami perche, se tu hai iniziato a vivere diversamente da come eri con me, io ho fatto passi indietro.
Spiegami perche quando uno si inmamora, è disposto a tutto pur di non perdere l’altro e poi tutto svanisce nel nulla, come se niente di tutto quello hai vissuto, fosse così importante da permanere nel tempo.
Spiegami perche, dicono che il tempo guarisce ogni cosa e invece, poi, quando ci sei dentro,  il tempo non guarisce proprio nulla.
"Posso solo ripeterti ancora..... sono solo parole.... "

“Posso solo ripeterti ancora….. sono solo parole…. “
© Cinzia Costanzo

 

Dentro o fuori dal Vortice

Beato chi ride, chi se ne frega della pioggia, chi vede il sole anche sotto le nuvole.

Beato chi dimentica e non passa il proprio tempo a ricordare il passato viaggiando nei suoi ricordi.

Beato chi dopo aver amato qualcuno riesce a vedere ancora il buono nelle persone, a fidarsi di loro e a dire ti amo.

Beato chi si innamora sempre, ogni giorno di qualcuno o della vita stessa e

beato chi riesce a viverla davvero la sua vita, come se fosse l’ultimo dei giorni, tutti i giorni.

 

Beati loro, perché hanno scoperto il segreto della felicità e  sanno che non c’è niente che passa , che  tutto resta, niente torna e che tutto, tutto è un vortice in continua evoluzione. E loro, in quel vortice, ci vogliono vivere.

E tu in quel vortice, ci vorresti tornare.

Io una volta ero dentro il vortice, e anche se mi faceva paura la velocità con cui vi scorrevano le cose, le emozioni e i sentimenti lì all’interno, in fondo, in fondo ci stavo bene!
Ma ora lo osservo da fuori. Timorosa, lo osservo e vedo la vita che passa giorno dopo giorno, e io non sto facendo nulla per tornare nel vortice, se non passare le giornate a pensare a come si viveva lì dentro.
Beati loro che ci sono dentro, perchè io vorrei, ma non sono ancora pronta per vivere di nuovo tutto questo.
Beati quindi quelli che amano la pioggia e danzano nel vortice, io nel frattempo me la godo, goccia dopo goccia, e spero che quando passerà, ci sia davvero il sole ad aspettarmi, come canta Jova.
gocce_di_pioggia_cinzia_costanzo

“La pioggia poi fa posto al tempo bello”
© Cinzia Costanzo

Il lieto fine che ci serve, quello dei telefilm

Noi abbiamo bisogno di un lieto fine.

Noi abbiamo bisogno che alla fine, accada qualcosa di rassicurante, che alla fine arrivi un punto della nostra giornata o della nostra vita in cui possiamo dirci: “oggi ho finalmente raggiunto quello che desideravo da tanto. Oggi tutti i miei sforzi sono stati ripagati.”

Per questo guardiamo i telefilm. Perché la vita è troppo veloce e poco onesta per dare ad ognuno il proprio lieto fine. Possiamo provare, possiamo tentare tutto fino a quando non abbiamo più le forze per crederci, ma non avremo mai la certezza che avremo un lieto fine. Forse è proprio questo il bello, dobbiamo rischiare sempre per sapere se alla fine, anche noi, avremo il nostro lieto fine.

Una Vigilia di Natale più tardi…

367 giorni, una vigilia di Natale più tardi e qualche regalo dopo, mi ritrovo a pensare a come veramente le cose possono cambiare.

E a come veramente l’Amore, o qualsiasi cosa sia, sia davvero una cosa semplice. Ieri guardavo una puntata di Grey’s Anatomy che parlava di come il nostro corpo sia incapace di distinguere i pericoli e di classificarli, nel senso che, quando siamo spaventati o sentiamo che “non dobbiamo fare quella cosa”, il nostro corpo non capisce se si tratta di paura, di panico, di agitazione o di altro. Sa solo che dobbiamo scappare da quella cosa.

La domanda che mi sono fatta per molti mesi e ora la faccio a voi è: Perchè, se viviamo delle sensazioni che ci dicono di scappare, noi rimaniamo? Perchè ci attacchiamo così tanto alle persone che, anche se ci fanno stare male, noi scegliamo di rimanere? Forse perché rimanere è più facile che andarsene?

La Vigilia dell’anno scorso ero a casa, davanti al computer, a cercare una boccata d’aria in quello che stavo vivendo. Il mio corpo mi dava già segnali che qualcosa non stava andando come avrei voluto, ma io non lo volevo ascoltare.

[Voi potete divertirvi insieme su quell’isolotto finché ogni singola grande onda smetterà di fare rumore]© Cinzia Costanzo | Tutti i diritti riservati

[Voi potete divertirvi insieme su quell’isolotto finché ogni singola, grande onda, smetterà di fare rumore]
© Cinzia Costanzo | Tutti i diritti riservati

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Vicini&Lontani

E mentre preparo i regali di Natale… devo dire che il sottofondo della televisione che passa “La neve nel cuore” è il film più vero che abbia visto ultimamente… parla di incomprensioni, di maschere, delle persone che cercano di essere quello che non sono, e c’è questo filo che collega tutte queste persone, questi nuovi amori così strani, inaspettati, rischiosi? Allora mi chiedevo..

Quand’è che ci accorgiamo che la persona che abbiamo a fianco, nonostante sia quella che dovrebbe starci più vicino, è invece la più lontana? 

[Sei così vicino eppur così lontano] Monaco di Baviera© Cinzia Costanzo

[Sei così vicino eppur così lontano]
Monaco di Baviera
© Cinzia Costanzo

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Cambiare è roba da fighi!

Oggi pensavo tra me e me che sono stata coraggiosa ad abbandonare la strada che stavo percorrendo, sono stata coraggiosa a capire il perché non mi stava portando dove volevo: nel percorso mi stava facendo cadere in troppe buche senza senso.

Tutti sappiamo che scegliere non è facile. Spesso lottiamo perché vorremmo mantenere le cose come stanno. Ma niente può restare com’è. Noi siamo evoluzione! Tutto intorno a noi è evoluzione ed è folle volere che le cose tornino “come all’inizio” o “come erano prima”.

E poi, prima di cosa? Di un litigio? Di una nuova proposta di lavoro? Di un avvenimento che ci ha segnato la vita? Prima di cosa?
Beh prima che qualcosa, qualsiasi cosa, ci aprisse gli occhi e ci portasse a chiederci:

Quello che abbiamo adesso, ci basta?  E può capitare, a volte, che la risposta …

Barcellona, 2011
[Senso di libertà]
© Cinzia Costanzo

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