Il lieto fine che ci serve, quello dei telefilm

Noi abbiamo bisogno di un lieto fine.

Noi abbiamo bisogno che alla fine, accada qualcosa di rassicurante, che alla fine arrivi un punto della nostra giornata o della nostra vita in cui possiamo dirci: “oggi ho finalmente raggiunto quello che desideravo da tanto. Oggi tutti i miei sforzi sono stati ripagati.”

Per questo guardiamo i telefilm. Perché la vita è troppo veloce e poco onesta per dare ad ognuno il proprio lieto fine. Possiamo provare, possiamo tentare tutto fino a quando non abbiamo più le forze per crederci, ma non avremo mai la certezza che avremo un lieto fine. Forse è proprio questo il bello, dobbiamo rischiare sempre per sapere se alla fine, anche noi, avremo il nostro lieto fine.
Ma perché abbiamo bisogno di un lieto fine? Cosa ci aspettiamo dal lieto fine? Trovare un lavoro, sposarci, avere dei figli, non sposarci mai… cos’è per noi il lieto fine?
Perché fin da piccoli ci riempiono di frasi del tipo “Devi trovare quello giusto per te”, “Quando arriverà quello giusto per te te ne accorgerai” e altre simili? E’ tutto li il “lieto fine”? Nel “trovare quello giusto”?
E se non ce ne fosse uno giusto per me? O se ce ne fosse più di uno, invece? Come la mettiamo? Come potremo mai saperlo se non viaggiamo, se non esploriamo il mondo, se non scopriamo tutto quello che la vita potrebbe offrirci? Magari il mio “giusto” è uno spagnolo che vive a New York, ma come posso saperlo se ancora non sono andata a New York? O magari il mio giusto ce l’ho davanti al naso, e ancora non me ne sono accorta!
Per questo motivo ci aggrappiamo ai telefilm, alle personalità dei protagonisti, sentiamo vere sulla nostra pelle tutte le decisioni che prendono. Inoltre i telefilm, di solito, raccontano sempre un arco di vita abbastanza lungo da farci credere che tutto quello che accade nel mezzo alla fine è solo un percorso perché alla fine, un finale ci sarà.
All’inizio di un telefilm i protagonisti sono spesso giovani e te li ritrovi alla fine dell’ultima stagione invecchiati magari di dieci anni, con figli, qualcuno è morto, qualcuno ha realizzato i suoi sogni, altri li stanno ancora inseguendo. E noi abbiamo vissuto con loro la loro vita, nel frattempo.
E quando i telefilm finiscono, è come perdere un pezzo di noi. Cosa ne sarà di loro? Come facciamo a non sapere cosa succede… ancora?
Però, se siamo fortunati, nel frattempo tutti questi momenti di vita (reale o finzione questo è un altro discorso), tutti questi momenti ci hanno insegnato qualcosa, perché in realtà, noi, siamo tutti un po’ attori dentro.
Ci piace(rebbe) parlare e relazionarci con gli altri ogni giorno, come fanno loro, quelli dei film. Che hanno queste lunghe pause caffè durante il lavoro, che possono svegliarsi la mattina tardi e fare duecento cose diverse in una giornata, che anche se un amore finisce o se perdono il lavoro o se partono per un viaggio, noi sappiamo sempre in poco tempo come gli andrà a finire. E’ quello che aspettiamo, scoprire le nuove puntate, scoprire subito che per ogni decisione presa, c’è una conseguenza. E vedere come reagiscono i personaggi a ciò che gli capita, per poi poterlo fare anche noi, tutti i giorni.
Per questo guardiamo i telefilm, e per questo piangiamo o gioiamo quando, per loro, finalmente, arriva il loro lieto fine.
Sex and the city final scene

“Perchè mentre i film possono essere meravigliosi in bianco e nero, quando si tratta dei rapporti c’è un’intera gamma di colori e opzioni da esplorare. “

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